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BRACCONAGGIO A VERONA: FESTIVITA’ A RISCHIO PER I BRACCONIERI

Le festività natalizie, simbolo di pace e fratellanza in tutto il mondo, per i nostri amici animali non significano altro che sofferenze supplementari.

Oltre a dover sopportare i rigori dell’inverno, quest’anno particolarmente inclemente su tutta la penisola, con temperature che hanno raggiunto, in Veneto, i – 22° C., la fauna selvatica è stata fatta oggetto di caccia ancora più spietata, al fine di farla entrare, come piatto di portata, nei cenoni natalizia dei cacciatori!!!

Intirizziti dal gelo, affamati dalla neve e dal ghiaccio che ricoprono campi e boschi, Merli, Fringuelli, Folaghe, Anatre, Cesene, Fagiani e decine di altre specie animali, già provate dalle avverse condizioni ambientali, sono perseguitati a fucilate in ogni dove.

Nella sola settimana di Natale, tanto per fare un esempio, le Guardie LIPU del Nucleo di Verona, sempre in prima fila nella lotta contro il bracconaggio, hanno denunciato ben 9 persone per reati in materia di caccia ed armi.

Due di esse, addirittura, praticavano la caccia senza nemmeno essere provvisti del porto d’armi per uso caccia, mentre gli altri sono stati sorpresi a cacciare specie protette, o ad usare mezzi vietati (trappole, fonofil, etc.).

Ad uno dei due bracconieri sorpresi senza licenza di caccia, le guardie hanno anche sequestrato circa 70 uccelli protetti detenuti presso il freezer della propria abitazione, segno che l’illecita attività veniva esercitata da molto tempo e non era occasionale!!

E tutto questo, come già detto, nonostante neve e gelo attanaglino l’Italia, decimando la fauna selvatica.

Non sarebbe il caso di sospendere la caccia sino al ritorno del bel tempo?

AUTORIZZATA LA CACCIA AI PREDONI DI CILIEGIE

Domenica 20 Giugno 2004

Storni, la Lipu contesta il provvedimento della Provincia

Autorizzata la caccia ai «predoni» di ciliegie

Gli ambientalisti sono da tempo sul piede di guerra per il piano di contenimento della popolazione di storni sul territorio provinciale previsto per quest’anno. Il settore faunistico ambientale della Provincia ha determinato l’abbattimento degli storni per proteggere le coltivazioni di ciliegio che, in questo periodo, rappresentano una delle principali fonti di cibo per moltissimi uccelli, con ovvio, quanto comprensibile, disappunto dei coltivatori che vedono finire in mangime la loro fonte di reddito. E con i prezzi che hanno raggiunto le cicliegie sul mercato, si fa ancora più evidente la ragione del loro malumore.
Il provvedimento della Provincia riguarda esclusivamente un tipo di volatile, lo sturnis vulgaris, storno, in italiano, sturlino in dialetto, escludendo dal piano di contenimento tutti gli altri tipi di uccelli. Secondo quanto si legge nel provvedimento, sono autorizzati ad abbattere gli storni, oltre che gli ufficiali e gli agenti della polizia provinciale, anche dei coordinatori in possesso di diploma di abilitazione.
Per Francesco Di Grazia, della Lipu , la Lega per la protezione degli uccelli, questo provvedimento «rischia di causare un’assurda strage di volatili quando c’era la possibilità di ovviare all’inconveniente utilizzando metodi più ecologici».
Secondo Di Grazia, come è stato fatto in altre zone (come l’area urbana di Roma), i proprietari dei fondi interessati al provvedimento anzichè imbracciare i fucili per liberarsi dei voraci storni, potrebbero munirsi di registratori che ripetono i versi dei rapaci che solitamente cacciano gli storni per fa fuggire gli uccelli dai ciliegieti.
«Altri agricoltori dalla mentalità ecologica hanno provato con successo anche un altro espediente contro gli assalti degli storni: delle bottiglie di plastica contenenti pezzi di pesce il cui cattivo odore tiene lontani gli uccelli predatori di frutta dagli alberi».
Nella relazione tecnico scientifica che accompagna il provvedimento della Provincia si fa cenno anche ad una serie di metodologie dissuasive, di cui parecchie già sperimentate in vari Paesi europei, così come vengono elencati i sistemi di eliminazione vera e propria, mediante l’uso di veleni, di cariche esplosive fatte brilalre nei luoghi dove gli sotrni si riuniscono a dormire e, ultima, l’uccisione con armi da fuoco.
Tutte, ad eccezione di quest’ultima, sono giudicate metodiche inefficaci. Di tutt’altro parere sono gli ambientalisti, che si stanno organizzando per contrastare l’iniziativa della Provincia, tentando di sensibilizzare gli agricoltori verso rimedi anti-storno di tipo meno aggressivo.