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Cipro: nuova frontiera dell’antibracconaggio?

Pare proprio che non ci sia isola del Mediterraneo che si salva dalla piaga del bracconaggio. Ecco un report “a caldo” da Cipro, redatto dall’associazione tedesca per la tutela degli uccelli – CABS, al rientro da alcuni giorni di attività a Cipro. Assieme alle isole italiane e a Malta ecco un’altra terra senza legge dove i bracconieri la fanno troppo spesso da padroni nell’indifferenza o nell’incapacità delle autorità (10/05/09)

Cipro: nuova frontiera dell’antibracconaggio?L’operazione a Cipro è iniziata con l’arrivo a Larnaka all´alba del 25 aprile, partenza il 3 maggio. 7 giorni e mezzo di lavoro e 2 notti e mezzo
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Parco del Baldo, dicono «sì» anche i cacciatori

CAPRINO. La decisione politica non c’è ma, nella discussione sulle zone di protezione volute dall’Europa, affiora un’alleanza trasversale

Bresaola (Cai): «Proteggere almeno le aree sommitali». Dal comprensorio di caccia: «Un’idea che aiuta la tutela»

Il parco naturale del Baldo è un’ipotesi sempre all’orizzonte. Pur restando ancora un «sogno nel cassetto», è stata infatti al centro del dibattito nell’incontro preliminare di concertazione per la «Redazione piani gestione Zps» (zona di protezione speciale) monte Baldo Ovest ed Est» organizzato nella sede dell’ex Comunità montana del Baldo per coinvolgere, come prevede la legge, quanti vivono e operano sul territorio baldense, per fornire informazioni e raccogliere osservazioni volte a stilarli in armonia con le esigenze locali. Nel dicembre 2007, la Comunità era infatti stata incaricata dalla giunta regionale di redigere i piani che, approvati definitivamente, avranno carattere sovraordinato rispetto agli strumenti di pianificazione esistenti.
«Visto che stiamo trattando l’argomento delle zone a protezione speciale, sparse “a macchia di leopardo”», esordisce Piero Bresaola, presidente del Club alpino italiano (Cai) di Verona, «ritengo sarebbe opportuno ipotizzarne l’unione, rendendo il territorio più omogeneo e definendo un’ipotesi di parco naturale nelle fasce che le congiungerebbero, almeno nelle aree sommitali non interessate all’attività venatoria». «Così avremmo anche un ente che potrebbe sopperire all’assenza della Comunità montana del Baldo, purtroppo soppressa». Tiziano Turcato, presidente del Comitato permanente dei Comprensori alpini di caccia del Baldo non si è opposto. Anzi: «Un parco di questo tipo forse aiuterebbe a gestire meglio certe aree, quelle che noi chiamiamo le “bandite”, le riserve naturali integrali demaniali dove non solo non si può cacciare, ma nemmeno entrare per raccogliere legna o falciare l’erba. Nella Valle dell’Orsa, ad esempio, ci sono quintali di legname pregiato di carpini, rovere e faggio che marciscono ma non si possono toccare, ed ettari di prati in abbandono mangiati da siepi e rovi… altro che sviluppo ecosostenibile…».

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