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Guardia LIPU di Genova Uccisa

Renzo Castagnola di 65 anni ha sparato a due guardie zoofile e dopo averlo fatto si è tolto la vita.

Le guardie zoofile volontarie Elvio Fichera e Paola Quartino(LIPU) erano andate a sequestrargli i cani, perchè maltrattati e incrudeliti,su decreto del PM.

Dopo aver letto il decreto l’uomo con la scusa di prendere la penna entra in casa e se ne esce con la pistola e inizia a sparare ai due. Le due guardie muoiono sul colpo mentre i vigili e i carabinieri sul posto sono riusciti a ripararsi. L’uomo, cacciatore incallito aveva il porto d’armi per uso caccia.

Ci si chiede come sia possibile che vengano date armi in mano a persone che evidentemente non hanno le condizioni psicofisiche per detenerle e utilizzarle.

Ci si chiede come mai alle guardie volontarie vengano richiesti controlli psicofisici ogni due anni per effettuare del volontariato mentre per queste persone che utilizzano armi sono requisiti richiesti ogni sei anni quando rinnovano il porto d’armi per uso caccia.

Troppe volte i cacciatori hanno ucciso passanti, bambini, compagni di caccia, perchè non rispettano le regole e dove sono i controlli? Mandano noi guardie volontarie a fare questo lavoro e dove sono le istituzioni? Perchè non viene riconosciuto l’operato delle guardie volontarie?

Alle guardie volontarie non vengono dati i poteri opportuni e le istituzioni continuano a togliere potere di controllo, creando regolamenti a regola d’arte e chiedono il mese prima di dare una disponibilità per il mese successivo senza riconoscere il nostro lavoro, e continuando così a ostacolare l’operato dell’unica forza non armata che ha la natura e i cittadini. Ma gli assassini chi sono? Noi siamo guardie non armate e con senso civico svolgiamo un servizio per la natura e i cacciatori che fanno? Uccidono per divertimento e pazzia!

La LIPU di Verona si unisce al cordoglio di famigliari e amici di Paola e Elvio.

Il cielo oscurato dal volo dei rapaci In Liguria il paradiso dei birdwatchers

La storia CARLO GRANDE GENOVA Arriveranno a centinaia, dispiegando le loro grandi ali, seguendo come antichi marinai le millenarie rotte che attraverso Gibilterra, Spagna e Francia conducono alle montagne liguri e nel Sud della Penisola. Centinaia di uomini staranno ad aspettarle col naso all’insu’ fra le province di Genova e Savona, senza doppiette per fortuna (come avviene invece sullo Stretto di Messina) ma con cannocchiali, binocoli e macchine fotografiche: osserveranno incantati i bianconi, le maestose «Aquile dei serpenti» che ogni anno, di questi tempi, sorvolano il parco del Beigua, l’aerea protetta piu’ vasta della Liguria, provenienti dall’Africa sahariana, dove hanno passato l’inverno. L’appuntamento per gli appassionati di birdwatchting (sono tante le adesioni, arriveranno anche da Piemonte, Lombardia, Francia e Svizzera), si svolgera’ domenica mattina nell’area verde attrezzata in localita’ Curlo sulle alture di Arenzano. Le aquile che passeranno sul crinale principale del parco, il piu’ alto e il piu’ vicino al mare di tutta Italia, saranno piu’ di un migliaio. Almeno una sessantina di coppie si fermeranno per nidificare, come ogni anno, fra i rami dei pini neri e dei pini marittimi dell’Appennino Ligure. Il sito e’ d’importanza europea per la migrazione della specie: ventisei chilometri di crinali montuosi, a due passi dalla Riviera, che racchiudono praterie e preziose zone umide d’alta quota, fitte foreste di faggi, roveri e castagni, rupi scoscese e lembi di vegetazione mediterranea. Le altre aquile proseguiranno la loro migrazione che le condurra’ verso le aree protette del centro-sud d’Italia.

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