(ASCA) – Roma, 27 mar – Cordoglio fra gli ambientalisti per la scomparsa del giornalista e scrittore Emilio Nessi, ”da sempre vicino alla causa dell’ambiente – come scrive in una nota il WWF – e instancabile ‘narratore’ delle piu’ toccanti storie di animali”.
”Ha spesso raccontato le nostre battaglie, dall’antibracconaggio a fianco delle Guardie venatorie alla lotta al degrado del territorio, dal sequestro di specie protette alle storie legate ai Centri di recupero animali.
Emilio era una di quei giornalisti di cui l’Italia ha tanto bisogno, impegnata generosamente in prima persona in tante battaglie per un futuro migliore” , ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia.
”Siamo profondamente colpiti dalla sua morte improvvisa che lascia un vuoto in tutti noi e in particolare a coloro che lo hanno spesso affiancato nei suoi reportage. Con la scomparsa di Emilio se ne va un amico ed un giornalista tenace e unico”, aggiunge Massimiliano Rocco, Responsabile specie del WWF Italia che in questi anni lo ha spesso affiancato per la realizzazione dei suoi servizi.
Sentite condoglianze ai famigliari e amici.
La LIPU Verona vi è vicina.
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Articoli | mrkprv |
28 marzo 2009 00:14 |
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Trovate in un recinto prive di cibo e di acqua
Aspettavano il cibo da giorni e nel frattempo arrivavano soltanto freddo e neve: i salvatori per un’asina e tre capre, chiuse in un recinto in località Vaccamozzi nel territorio di Erbezzo, sono stati gli agenti del comando stazione di Boscochiesanuova del Corpo forestale dello Stato, che hanno provveduto a sequestrare gli animali su decreto emesso dal pubblico ministero Isabella Cesari, della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona.
Le bestie sono state per giorni immerse nelle neve fino all’addome, perché prive di un riparo qualsiasi che non fossero gli alberi del bosco. La denuncia era partita dalla Lega antivivisezione (Lav) che già dallo scorso gennaio aveva ricevuto la segnalazione di maltrattamento e si era attivata non solo con la denuncia, ma anche portando cibo e acqua agli animali con i propri volontari, come del resto avevano fatto alcuni residenti nella contrada impietositi dai richiami degli animali.
In un’ampia area cintata, di proprietà di un imprenditore quarantenne di Sant’Anna d’Alfaedo, erano rinchiusi l’asina, le tre capre e quattro pecore, queste ultime vendute recentemente, prima dell’arrivo degli agenti con il decreto di sequestro.
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Articoli | mrkprv |
8 marzo 2009 15:33 |
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Domenica 20 Giugno 2004
Storni, la Lipu contesta il provvedimento della Provincia
Autorizzata la caccia ai «predoni» di ciliegie
Gli ambientalisti sono da tempo sul piede di guerra per il piano di contenimento della popolazione di storni sul territorio provinciale previsto per quest’anno. Il settore faunistico ambientale della Provincia ha determinato l’abbattimento degli storni per proteggere le coltivazioni di ciliegio che, in questo periodo, rappresentano una delle principali fonti di cibo per moltissimi uccelli, con ovvio, quanto comprensibile, disappunto dei coltivatori che vedono finire in mangime la loro fonte di reddito. E con i prezzi che hanno raggiunto le cicliegie sul mercato, si fa ancora più evidente la ragione del loro malumore.
Il provvedimento della Provincia riguarda esclusivamente un tipo di volatile, lo sturnis vulgaris, storno, in italiano, sturlino in dialetto, escludendo dal piano di contenimento tutti gli altri tipi di uccelli. Secondo quanto si legge nel provvedimento, sono autorizzati ad abbattere gli storni, oltre che gli ufficiali e gli agenti della polizia provinciale, anche dei coordinatori in possesso di diploma di abilitazione.
Per Francesco Di Grazia, della Lipu , la Lega per la protezione degli uccelli, questo provvedimento «rischia di causare un’assurda strage di volatili quando c’era la possibilità di ovviare all’inconveniente utilizzando metodi più ecologici».
Secondo Di Grazia, come è stato fatto in altre zone (come l’area urbana di Roma), i proprietari dei fondi interessati al provvedimento anzichè imbracciare i fucili per liberarsi dei voraci storni, potrebbero munirsi di registratori che ripetono i versi dei rapaci che solitamente cacciano gli storni per fa fuggire gli uccelli dai ciliegieti.
«Altri agricoltori dalla mentalità ecologica hanno provato con successo anche un altro espediente contro gli assalti degli storni: delle bottiglie di plastica contenenti pezzi di pesce il cui cattivo odore tiene lontani gli uccelli predatori di frutta dagli alberi».
Nella relazione tecnico scientifica che accompagna il provvedimento della Provincia si fa cenno anche ad una serie di metodologie dissuasive, di cui parecchie già sperimentate in vari Paesi europei, così come vengono elencati i sistemi di eliminazione vera e propria, mediante l’uso di veleni, di cariche esplosive fatte brilalre nei luoghi dove gli sotrni si riuniscono a dormire e, ultima, l’uccisione con armi da fuoco.
Tutte, ad eccezione di quest’ultima, sono giudicate metodiche inefficaci. Di tutt’altro parere sono gli ambientalisti, che si stanno organizzando per contrastare l’iniziativa della Provincia, tentando di sensibilizzare gli agricoltori verso rimedi anti-storno di tipo meno aggressivo.