Della sentenza del Tar sull’accesso ai tesserini dei cacciatori depositati in Provincia è meno soddisfatta la LIPU che, per bocca del suo delegato regionale, Francesco Di Grazia, annuncia ricorso al Consiglio di Stato: «Sentenza vergognosa e squisitamente politica, perché il Tribunale amministrativo ha impiegato sei mesi per scrivere una sentenza senza neppure citare una legge. Era un lavoro che il Tar poteva fare in una settimana. La verità, invece, è che ci sono decine di migliaia di tesserini che nessuno controlla. Comunque, ammesso e non concesso che le guardie volontarie non siano autorizzate a controllare i tesserini anche quando siano già stati depositati, come mai nessuno si prende la briga di verificare eventuali discrepanze fra schede e tesserini»?, si chiede Di Grazia.
Ricorda anche che la LIPU si è mossa con il ricorso al Tar solo dopo che i tesserini era stati archiviati in seguito al controllo di un agente della polizia provinciale, il quale aveva riscontrato gravi irregolarità.
«Andremo fino al Consiglio di Stato», ribadisce Di Grazia, «e siamo intenzionati a scrivere alla Corte dei conti, perché un parere legale fornito dalla stessa Regione rileva che dai mancati introiti per infrazioni mai redatte deriva un danno patrimoniale». (v.z.)
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Articoli | mrkprv |
26 febbraio 2009 14:13 |
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Il bracconaggio è più attivo che mai nella zona pedemontana veronese, anche a causa degli scarsi controlli che l’amministrazione provinciale dispone, dopo avere destinato gli agenti più attivi e capaci ad “altre mansioni” o altre zone.
Prosegue così senza sosta l’attività di vigilanza e repressione degli illeciti venatori da parte delle Guardie LIPU del Nucleo di Verona.
L’ultimo a “cadere nella rete” è stato B.M. (19 anni) che insieme al padre B.R. (54 anni) si dilettava ad andare a caccia nelle pendici boscose di Vestenanova (VR). Peccato che non avesse mai conseguito la licenza di porto d’armi per uso caccia!!
I loro movimenti non sono però sfuggiti ad una pattuglia di Guardie LIPU che pattugliavano la zona le quali, visti dei movimenti “sospetti” in vicinanza di un’abitazione, si precipitavano in luogo e, dopo una breve perlustrazione, fermavano prima il genitore, indi il giovane bracconiere, trovato nascosto in un bosco nei pressi della casa.
B.M. aveva con sé un fucile Beretta cal. 16, monocolpo e pieghevole, con colpo in canna (tipica arma dei bracconieri in quanto, quando piegato, è di dimensioni assai contenute e può essere facilmente occultato) oltre ad un giubbotto con decine di munizioni. Nei pressi della casa le Guardie rinvenivano anche due bossoli esplosi di recente.
I due sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria, B.M. per porto abusivo d’arma da fuoco, e B.R. per omessa custodia ed incauto affidamento dell’arma.
Pesanti sanzioni amministrative sono state comminate ad entrambi e l’arma è stata sequestrata.
Francesco Di Grazia

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Articoli | mrkprv |
25 febbraio 2009 18:31 |
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