Improvvisamente un canale è rimasto all’asciuto a causa di lavori a valle di Bonferraro mettendo in grave pericolo il pesce perchè il consorzio di Bonifica Fossa Pozzolo si dimenticava di avvisare la Procincia di Verona dei lavori in corso.
Fortunatamente un pescatore avvisava la polizia provinciale che unitamente agli agenti LIPU si recavano con gli strumenti idonei al recupero delle specie ittiche presenti nel fossato, fra cui carpe gobbi e branzini di grandi taglie.
Il pesce veniva poi liberato nel fiume Tione.
L’operazione si è protratta sino a sera.

4 aprile 2009 – Palasport di Verona ore 20,30
SUNSHINE GOSPEL CHOIR IN CONCERTO
a Favore di Medici Senza Frontiere e Amici di Angal Onlus
Il ricavato dell’evento verrà devoluto alle Associazioni a sostegno dei rispettivi progetti umanitari:
-Medici Senza Frontiere destinerà il ricavato al “Fondo emergenze” creato per finanziare gli interventi di emergenza in caso di guerre, epidemie, catastrofi naturali ed emergenze nutrizionali.
-Gli Amici di Angal finalizzeranno il ricavato al progetto “Operazione Proteine” contro la malnutrizione infantile e al progetto “Orfani da AIDS”, mediante il quale viene garantito il sostegno a distanza (cibo, cure mediche, vestiti, scuola) dei bambini di Angal resi orfani dall’AIDS (attualmente l’associazione ne segue oltre 230).
Non mancate ad una bellissima serata di musica e solidarietà senza frontiere, che vi regalerà un autentico concentrato di gioia ed energia pura sulle note del Sunshine Gospel Choir, uno dei più famosi e affermati gruppi gospel nazionali!
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Iniziative | mrkprv |
19 marzo 2009 22:26 |
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La storia CARLO GRANDE GENOVA Arriveranno a centinaia, dispiegando le loro grandi ali, seguendo come antichi marinai le millenarie rotte che attraverso Gibilterra, Spagna e Francia conducono alle montagne liguri e nel Sud della Penisola. Centinaia di uomini staranno ad aspettarle col naso all’insu’ fra le province di Genova e Savona, senza doppiette per fortuna (come avviene invece sullo Stretto di Messina) ma con cannocchiali, binocoli e macchine fotografiche: osserveranno incantati i bianconi, le maestose «Aquile dei serpenti» che ogni anno, di questi tempi, sorvolano il parco del Beigua, l’aerea protetta piu’ vasta della Liguria, provenienti dall’Africa sahariana, dove hanno passato l’inverno. L’appuntamento per gli appassionati di birdwatchting (sono tante le adesioni, arriveranno anche da Piemonte, Lombardia, Francia e Svizzera), si svolgera’ domenica mattina nell’area verde attrezzata in localita’ Curlo sulle alture di Arenzano. Le aquile che passeranno sul crinale principale del parco, il piu’ alto e il piu’ vicino al mare di tutta Italia, saranno piu’ di un migliaio. Almeno una sessantina di coppie si fermeranno per nidificare, come ogni anno, fra i rami dei pini neri e dei pini marittimi dell’Appennino Ligure. Il sito e’ d’importanza europea per la migrazione della specie: ventisei chilometri di crinali montuosi, a due passi dalla Riviera, che racchiudono praterie e preziose zone umide d’alta quota, fitte foreste di faggi, roveri e castagni, rupi scoscese e lembi di vegetazione mediterranea. Le altre aquile proseguiranno la loro migrazione che le condurra’ verso le aree protette del centro-sud d’Italia.
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Gli incendi controllati per distruggere le canne palustri del Busatello non si fanno più da tre anni. Troppo cari per le casse del Comune di Gazzo. Ieri, però, qualcuno ha pensato bene di fare da sé appiccando il fuoco in più punti e dando così vita a un incendio che ha distrutto l’intera oasi naturalistica del Busatello: 80 ettari circa, 50 dei quali nel veronese e 30 sotto il Comune di Ostiglia.
Le prime fiamme si sono alzate poco dopo le 13 e, con le prime colonne di fumo, è scattato l’allarme lanciato dagli abitanti di San Pietro in Valle, la piccola frazione al confine con il mantovano.
I roghi sono stati appiccati probabilmente nel territorio veronese e poi il vento ha contribuito a una rapida estensione delle fiamme su un vasto fronte. Centinaia di uccelli acquatici, che in questo periodo stanno iniziando a nidificare, hanno abbandonato i canali della palude per evitare di restare imprigionati dal fuoco.
Ad arrivare per primi sugli argini dell’oasi sono stati i carabinieri di Gazzo, seguiti poi dai vigili del fuoco di Verona che hanno tentato di spegnere alcuni dei roghi più facilmente raggiungibili dalla terra ferma. Nella zona ostigliese, invece, sono arrivati i vigili del fuoco di Mantova che hanno cercato invano di arginare le fiamme che avanzavano.
La torretta costruita dal Wwf per l’osservazione della fauna acquatica, risparmiata dalle fiamme, è stata utile per i carabinieri per avvistare un uomo che fuggiva: che sia il presunto piromane o un semplice visitatore dell’oasi lo si saprà solo quando i carabinieri riusciranno a dargli un nome. La descrizioni degli abiti è al vaglio dei militari, che stanno anche valutando delle testimonianze. Il fuggitivo si è diretto verso il confine mantovano, dimostrando di conoscere alla perfezione la zona e ha poi abbandonato la palude a bordo di un motorino che aveva lasciato tra l’erba dell’argine.
Negli anni scorsi Comune e Wwf programmavano nel mese di gennaio degli incendi controllati: una pratica, quella del «pirodiserbo», assai diffusa nel passato e che serviva per eliminare le vecchie canne palustri e favorire una crescita rigogliosa delle nuove piante. Ma che era stata abbandonata negli ultimi tre anni per i costi dell’operazione che gravavano il bilancio comunale.
Le operazioni di incendio controllato coinvolgevano almeno trenta uomini della Protezione civile, vigili del fuoco e carabinieri per almeno un’intera giornata.
In più occasioni, poi, le fiamme hanno sconfinato nel territorio mantovano suscitando le proteste dei vicini.


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14 marzo 2009 00:15 |
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Multe salatissime ai trasportatori di bestiame non in regola fermati nella Bassa. Ancora una volta, e nel giro di poche ore tra martedì sera e mercoledì mattina, gli agenti della Polstrada di Legnago hanno controllato e sanzionato a Vallese ed a Pressana camionisti e aziende di trasporti. Le infrazioni contestate sono state in tutto una decina per un totale di 16mila euro di multe. La prima paletta gli agenti l’hanno alzata a Vallese, per controllare un camion con 13 bovini stipati su due piani, dei quali quello superiore non era omologato. Il soffitto infatti era talmente basso che le povere bestie dovevano mantenere le teste abbassate. Le multe destinate all’azienda agricola di Ferrara da dove provenivano gli animali, al trasportatore di Verona ed alla ditta proprietaria del camion sono state di oltre 6mila euro. Sul posto è intervenuto anche un veterinario dell’Ulss 21 per controllare lo stato di salute del bestiame. Una collega dell’Ulss 20 è stata invece chiamata poche ore dopo a Pressana dagli stessi agenti che avevano fermato un grosso camion con a bordo 63 vitellini provenienti dalla Francia e diretti in due aziende di Pressana e San Germano dei Berici. Gli animali non avevano ottenuto le attenzioni prescritte dalla legge e soprattuto non erano stati dati loro acqua e cibo a sufficienza. Gli agenti hanno contestato al trasportatore e alla ditta di trasporti sei infrazioni, per un totale di 9.600 euro di multe. A.C.
Tags: Animali, Azienda Agricola, Bordo, Camion, Chiamata, Collega, Dei, Dell, Euro, Ferrara, Fonte, Francia, Giro, Piani, Posto, Salute, Trasporti, Ulss 20, Ulss 21, Verona, Veterinario, Volta
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00:11 |
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Comunicato del 12 marzo 2009
DOMANI 13 MARZO 2009 A VICENZA SI TERRA’ LA CONFERENZA DAL TITOLO “CANI E GATTI NEL MIRINO DEI CACCIATORI”
DURANTE LA SERATA SARÀ POSSIBILE SOTTOSCRIVERE LA PETIZIONE POPOLARE CONTRO LA CACCIA AGLI ANIMALI DOMESTICI INSELVATICHITI VOLUTA DALLA REGIONE DEL VENETO CON UNA LEGGE APPROVATA LO SCORSO LUGLIO.
“CANI E GATTI NEL MIRINO DEI CACCIATORI – Caccia in Veneto, cosa cambia con le nuove leggi?” È il titolo della conferenza pubblica che si terrà A VICENZA, NELLA SEDE DELLA CIRCOSCRIZIONE 5, IN VIA LAGO DI FOGLIANO N. 7 , VENERDÌ 13 MARZO 2009 ALLE ORE 21.00.
Gli interventi riguarderanno:
1) “I disegni di legge che vogliono modificare la legge nazionale sulla caccia: ancora più concessioni alle doppiette a danno degli animali, dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini” relatore Massimo Vitturi – Responsabile naz. LAV Settore Caccia e Fauna selvatica;
2) “Le nuove leggi regionali del Veneto contro i nostri amici a quattro zampe e contro gli uccellini insettivori – incidenti di caccia e danni agli animali, cose e persone” relatore Andrea Zanoni – Presidente LAC Veneto;
3) “Le Zone di Protezione Speciale (ZPS) e i Siti di Importanza Comunitaria (SIC) nel Vicentino: esistono? e come sono tutelati?” relatore Doriano Fabrinetti – WWF Vicenza;
4) “La caccia e il bracconaggio nel Vicentino” relatore Renzo Rizzi – Responsabile Fauna selvatica ENPA Vicenza.
Durante la serata sarà possibile sottoscrivere la petizione popolare contro la caccia a cani e gatti
PER INFORMAZIONI: Renzo Rizzi 348 9952822
Tags: Ambiente, Andrea, Danni, Dei, Dell, Enpa Vicenza, Fauna, Lago Di Fogliano, Lav, Legge Nazionale, Massimo, Naz, Regione Del Veneto, Renzo, Sede, Sic, Sicurezza Dei Cittadini, Siti, Venerdì 13, Zanoni
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12 marzo 2009 21:01 |
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CAPRINO. La decisione politica non c’è ma, nella discussione sulle zone di protezione volute dall’Europa, affiora un’alleanza trasversale
Bresaola (Cai): «Proteggere almeno le aree sommitali». Dal comprensorio di caccia: «Un’idea che aiuta la tutela»
Il parco naturale del Baldo è un’ipotesi sempre all’orizzonte. Pur restando ancora un «sogno nel cassetto», è stata infatti al centro del dibattito nell’incontro preliminare di concertazione per la «Redazione piani gestione Zps» (zona di protezione speciale) monte Baldo Ovest ed Est» organizzato nella sede dell’ex Comunità montana del Baldo per coinvolgere, come prevede la legge, quanti vivono e operano sul territorio baldense, per fornire informazioni e raccogliere osservazioni volte a stilarli in armonia con le esigenze locali. Nel dicembre 2007, la Comunità era infatti stata incaricata dalla giunta regionale di redigere i piani che, approvati definitivamente, avranno carattere sovraordinato rispetto agli strumenti di pianificazione esistenti.
«Visto che stiamo trattando l’argomento delle zone a protezione speciale, sparse “a macchia di leopardo”», esordisce Piero Bresaola, presidente del Club alpino italiano (Cai) di Verona, «ritengo sarebbe opportuno ipotizzarne l’unione, rendendo il territorio più omogeneo e definendo un’ipotesi di parco naturale nelle fasce che le congiungerebbero, almeno nelle aree sommitali non interessate all’attività venatoria». «Così avremmo anche un ente che potrebbe sopperire all’assenza della Comunità montana del Baldo, purtroppo soppressa». Tiziano Turcato, presidente del Comitato permanente dei Comprensori alpini di caccia del Baldo non si è opposto. Anzi: «Un parco di questo tipo forse aiuterebbe a gestire meglio certe aree, quelle che noi chiamiamo le “bandite”, le riserve naturali integrali demaniali dove non solo non si può cacciare, ma nemmeno entrare per raccogliere legna o falciare l’erba. Nella Valle dell’Orsa, ad esempio, ci sono quintali di legname pregiato di carpini, rovere e faggio che marciscono ma non si possono toccare, ed ettari di prati in abbandono mangiati da siepi e rovi… altro che sviluppo ecosostenibile…».
Tags: Aiuta, Basse, Bresaola, Che, Club Alpino Italiano, Comunità Montana, Dei, Dell, Jpg, La Tutela, Leopardo, Macchia, Monte Baldo, Piero, Quelle, Sede, Strumenti, Tutela Immagine, Verona
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1 marzo 2009 21:04 |
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Neve killer dei caprioli La selezione va sospesa Presidente Atc contrario alle richieste della Coldiretti
OLDRADO POGGIO NIZZA MONFERRATO La richiesta di alcuni CACCIAtori, che chiedevano di prolungare il periodo in cui e’ consentita la CACCIA selettiva ai caprioli giovani e femmine (scade il prossimo 31 gennaio), per consentire di recuperare i giorni persi per le abbondanti nevicate, non trova il consenso di Stefanino Gonella, rappresentante della Federazione italiana della CACCIA e attuale presidente di Ambito territoriale CACCIA con sede a Nizza Monferrato e competenza sul territorio astigiano a sud. Dice Gonella: «Non mi aspettavo un clima cosi’ rigido e soprattutto un manto nevoso di questa entita’, destinato a ricoprire i pascoli per un lungo periodo. Questo fa supporre che sia aumentata anche la mortalita’ dei capi piu’ deboli e quindi in particolare dei cuccioli che avrebbero assicurato il rinnovamento della fauna dell’anno successivo. Sarebbe auspicabile la sospensione delle operazioni di controllo della popolazione come gia’ la Regione ha imposto nelle aree alpine dove oltre al capriolo sono oggetto di controllo cervi, camosci e stambecchi».
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Tags: Alpine Dove, Anno, Aree, Atc, Che, Dei, Dell, Fauna, Federazione Italiana, Gia, Sia
Articoli | mrkprv |
28 febbraio 2009 00:20 |
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In questo periodo siamo impegnati nel monitoraggio e sistemazione dei nidi artificiali.
Se volete aiutarci mandate una mail su info@lipuverona.org