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La Slovenia pronta a uccidere 75 orsi La Regione: un piano per ospitarli qui

TRIESTE. In Slovenia sono stati condannati, ma il Friuli Venezia Giulia sta valutando come intervenire per scongiurare l’abbattimento di 75 orsi bruni, indesiderati dalle autorità slovene perché troppo numerosi e per i danni che arrecano all’agricoltura. L’Alto Friuli e il Tavisiano, aree naturalmente frequentate dagli orsi sloveni, potrebbero infatti rappresentare l’alternativa alla decimazione. «Con la supervisione del ministero degli Interni– ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Violino – stiamo elaborando un master plan per la gestione della foresta di Tarvisio. All’interno di un progetto globale, ci può essere una gestione faunistica che includa anche gli orsi». In armonia – ha sottolineato Violino – con le esigenze zootecniche e agricole del territorio. La decisione del ministero dell’Ambiente sloveno di concedere licenza di abbattimento di 75 orsi ha destato scalpore: sono troppi, troppo voraci e concentrati in un’area troppo piccola, per il governo di Lubiana.

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CANI E GATTI NEL MIRINO DEI CACCIATORI

Comunicato del 12 marzo 2009

DOMANI 13 MARZO 2009 A VICENZA SI TERRA’ LA CONFERENZA DAL TITOLO “CANI E GATTI NEL MIRINO DEI CACCIATORI”

DURANTE LA SERATA SARÀ POSSIBILE SOTTOSCRIVERE LA PETIZIONE POPOLARE CONTRO LA CACCIA AGLI ANIMALI DOMESTICI INSELVATICHITI VOLUTA DALLA REGIONE DEL VENETO CON UNA LEGGE APPROVATA LO SCORSO LUGLIO.

“CANI E GATTI NEL MIRINO DEI CACCIATORI – Caccia in Veneto, cosa cambia con le nuove leggi?” È il titolo della conferenza pubblica che si terrà A VICENZA, NELLA SEDE DELLA CIRCOSCRIZIONE 5, IN VIA LAGO DI FOGLIANO N. 7 , VENERDÌ 13 MARZO 2009 ALLE ORE 21.00.

Gli interventi riguarderanno:

1) “I disegni di legge che vogliono modificare la legge nazionale sulla caccia: ancora più concessioni alle doppiette a danno degli animali, dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini” relatore Massimo Vitturi – Responsabile naz. LAV Settore Caccia e Fauna selvatica;

2) “Le nuove leggi regionali del Veneto contro i nostri amici a quattro zampe e contro gli uccellini insettivori – incidenti di caccia e danni agli animali, cose e persone” relatore Andrea Zanoni – Presidente LAC Veneto;

3) “Le Zone di Protezione Speciale (ZPS) e i Siti di Importanza Comunitaria (SIC) nel Vicentino: esistono? e come sono tutelati?” relatore Doriano Fabrinetti – WWF Vicenza;

4) “La caccia e il bracconaggio nel Vicentino” relatore Renzo Rizzi – Responsabile Fauna selvatica ENPA Vicenza.

Durante la serata sarà possibile sottoscrivere la petizione popolare contro la caccia a cani e gatti

PER INFORMAZIONI: Renzo Rizzi 348 9952822

Insorgono gli animalisti «Meglio sterilizzarle»

IL PARERE DELLE ASSOCIAZIONI. Legambiente e Wwf: «Il problema è stato enfatizzato e il fucile non è la soluzione»

Zanaboni della Lav: «Le gabbie-trappola sono lo strumento più idoneo alla cattura»

«Nel contenimento delle nutrie, andiamoci piano con il fucile». Le associazioni ambientaliste guardano con sospetto al disegno di legge presentato in Regione per contrastare la crescita del numero delle nutrie arrivate dal Sudamerica ai primi del’900 per essere trasformate in pellicce e successivamente liberate nell’ambiente, quando la resa economica degli allevatori si ridusse a zero. «Il problema nutrie, cioé le tane sugli argini dei fiumi e i danni all’agricoltura, certamente c’è, ma sulla questione ci sono anche tante esagerazioni», esordisce il presidente regionale di Legambiente.
Michele Bertucco si chiede se la proposta di legge regionale di fatto apra la caccia al «castorino» tutto l’anno, «perché in tal caso sarebbero vanificati i controlli nei confronti di chi va a caccia di specie non cacciabili». Giudicando come «la meno gestibile» la soluzione doppiette, «eventualmente da affidare in esclusiva alla guardie venatorie», Legambiente propone di sterilizzare le prolifiche nutrie.
In seconda ipotesi Bertucco è per la cattura con gabbie, seguita da uccisone indolore, previo censimento sul territorio della specie, «per capire i contorni del fenomeno, a quanto mi è dato sapere mai censito».
Anche per Ernesto Cavallini, responsabile dell’Oasi del Busatello, 50 ettari di palude pensile che rappresenta l’ultimo lembo delle Valli Grandi veronesi e ostigliesi, gestita dal Wwf Italia attraverso una convenzione con il Comune di Gazzo, la vicenda nutrie sarebbe enfatizzata. «La loro presenza non è così preoccupante: rappresenta più un fastidio ai danni dell’agricoltura che della stabilità idraulica dei corsi d’acqua».

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