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Guardia LIPU di Genova Uccisa

Renzo Castagnola di 65 anni ha sparato a due guardie zoofile e dopo averlo fatto si è tolto la vita.

Le guardie zoofile volontarie Elvio Fichera e Paola Quartino(LIPU) erano andate a sequestrargli i cani, perchè maltrattati e incrudeliti,su decreto del PM.

Dopo aver letto il decreto l’uomo con la scusa di prendere la penna entra in casa e se ne esce con la pistola e inizia a sparare ai due. Le due guardie muoiono sul colpo mentre i vigili e i carabinieri sul posto sono riusciti a ripararsi. L’uomo, cacciatore incallito aveva il porto d’armi per uso caccia.

Ci si chiede come sia possibile che vengano date armi in mano a persone che evidentemente non hanno le condizioni psicofisiche per detenerle e utilizzarle.

Ci si chiede come mai alle guardie volontarie vengano richiesti controlli psicofisici ogni due anni per effettuare del volontariato mentre per queste persone che utilizzano armi sono requisiti richiesti ogni sei anni quando rinnovano il porto d’armi per uso caccia.

Troppe volte i cacciatori hanno ucciso passanti, bambini, compagni di caccia, perchè non rispettano le regole e dove sono i controlli? Mandano noi guardie volontarie a fare questo lavoro e dove sono le istituzioni? Perchè non viene riconosciuto l’operato delle guardie volontarie?

Alle guardie volontarie non vengono dati i poteri opportuni e le istituzioni continuano a togliere potere di controllo, creando regolamenti a regola d’arte e chiedono il mese prima di dare una disponibilità per il mese successivo senza riconoscere il nostro lavoro, e continuando così a ostacolare l’operato dell’unica forza non armata che ha la natura e i cittadini. Ma gli assassini chi sono? Noi siamo guardie non armate e con senso civico svolgiamo un servizio per la natura e i cacciatori che fanno? Uccidono per divertimento e pazzia!

La LIPU di Verona si unisce al cordoglio di famigliari e amici di Paola e Elvio.

TESSERINI IL TAR BOCCIA LA LIPU

lunedì 04 giugno 2007 provincia pag. 16

Caccia. Il Tribunale amministrativo ha dato torto alla Lega italiana protezione uccelli sui controlli delle guardie volontarie

Tesserini, il Tar boccia la LIPU

L’assessore Coletto: «Punito dai giudici l’atteggiamento persecutorio»

Il Tribunale amministrativo regionale dà torto alla LIPU, la Lega italiana protezione uccelli che aveva tentato causa alla Provincia perché le era stato vietato l’accesso ai tesserini dei cacciatori dell’annata venatoria 2005-06. In pratica, a conclusione della stagione (31 marzo), ogni cacciatore è tenuto a consegnare in Provincia i tesserini sui quali ha annotato gli abbattimenti.
Servono a conoscere il prelievo venatorio, anche in deroga, e di trasmetterne i dati riassuntivi alle amministrazioni competenti per l’assunzione di eventuali interventi correttivi nella stagione venatoria successiva.
Le guardie volontarie della LIPU, e di altre associazioni faunistiche, controllano «sul campo» la corretta annotazione da parte dei cacciatori di quanto catturato e redigono verbale quando riscontrano discrepanze fra lo scritto e il carniere del cacciatore.
Ma quando la LIPU ha cercato di verificare se i dati contenuti sui tesserini depositati in Provincia, relativi a determinati cacciatori, corrispondessero alle schede compilate dagli stessi e ai riscontri effettuati sul campo, si è di fatto vista negare l’accesso alla documentazione. Di qui il ricorso al Tar, perso, con la condanna anche a pagare le spese processuali (3mila euro più Iva).
Per la seconda sezione del Tribunale amministrativo del Veneto, la normativa nazionale ed europea collega il concetto di informazione a quello di ambiente, «ma la richiesta avanzata dalle guardie venatorie volontarie della LIPU attiene ad informazione non riferentesi alla fauna bensì ai comportamenti dei cacciatori che hanno depositato i propri tesserini», scrivono i giudici del Tar, «e i compiti assegnati alle guardie volontarie di conoscere questi comportamenti si esaurisce nel controllo sul campo, tramite attività ispettive».
In pratica, per il Tar è legittimo che la LIPU controlli sul territorio la correttezza del comportamento dei cacciatori, ma non che faccia attività investigativa sui documenti.
Non è neppure sostenibile l’ipotesi che come cittadini possano accedere alle informazioni contenute sui tesserini depositati «perché queste notizie non riguardano affatto né l’ambiente, né la natura, né la fauna, bensì comportamenti da verificare “sul campo” e non per una indagine che, attenendo alla veridicità di quanto a suo tempo dichiarato, riguarda, se mai ed eventualmente, altri poteri dello Stato», è il parere del Tar, che respinge come infondato il ricorso.
Visibilmente soddisfatto della sentenza l’assessore provinciale alla caccia Luca Coletto: «Credo che il Tar abbia sanzionato un atteggiamento palesemente persecutorio della LIPU nei confronti dei cacciatori, che intendeva sanzionarli anche dopo aver riconsegnato i tesserini e quando non erano già più responsabili di quanto poteva trovarsi scritto. Credo sia evidente che un corpo di vigilanza debba muoversi sul territorio per far prevenzione e non per iniziative di tipo politico», attacca l’assessore, convinto che la legge sia dalla sua parte e per questo intenzionato a resistere fino in giudizio alle richieste della LIPU di accesso alla documentazione.
«Sono stato accusato di non difendere abbastanza i cacciatori», aggiunge Coletto, «e credo che questa sia la miglior risposta, assieme agli stanziamenti decisi fra lo scorso anno (109 mila euro) e quest’anno (250 mila euro) per miglioramenti ambientali. Sono soldi ricavati dalle tassazioni sulla caccia e utilizzati per piantare siepi, boschi e seminare medicai per lo sviluppo della fauna. I risultati sono tangibili, perché nei tre anni del mio mandato», conclude l’assessore, «le lepri sono passate da 1600 a 2800 nelle zone di ripopolamento e cattura».

Guardie LIPU sorprendono e denunciano giovane bracconiere

Il bracconaggio è più attivo che mai nella zona pedemontana veronese, anche a causa degli scarsi controlli che l’amministrazione provinciale dispone, dopo avere destinato gli agenti più attivi e capaci ad “altre mansioni” o altre zone.
Prosegue così senza sosta l’attività di vigilanza e repressione degli illeciti venatori da parte delle Guardie LIPU del Nucleo di Verona.
L’ultimo a “cadere nella rete” è stato B.M. (19 anni) che insieme al padre B.R. (54 anni) si dilettava ad andare a caccia nelle pendici boscose di Vestenanova (VR). Peccato che non avesse mai conseguito la licenza di porto d’armi per uso caccia!!
I loro movimenti non sono però sfuggiti ad una pattuglia di Guardie LIPU che pattugliavano la zona le quali, visti dei movimenti “sospetti” in vicinanza di un’abitazione, si precipitavano in luogo e, dopo una breve perlustrazione, fermavano prima il genitore, indi il giovane bracconiere, trovato nascosto in un bosco nei pressi della casa.

B.M. aveva con sé un fucile Beretta cal. 16, monocolpo e pieghevole, con colpo in canna (tipica arma dei bracconieri in quanto, quando piegato, è di dimensioni assai contenute e può essere facilmente occultato) oltre ad un giubbotto con decine di munizioni. Nei pressi della casa le Guardie rinvenivano anche due bossoli esplosi di recente.

I due sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria, B.M. per porto abusivo d’arma da fuoco, e B.R. per omessa custodia ed incauto affidamento dell’arma.
Pesanti sanzioni amministrative sono state comminate ad entrambi e l’arma è stata sequestrata.

Francesco Di Grazia

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