Posts tagged: Ambiente

CANI E GATTI NEL MIRINO DEI CACCIATORI

Comunicato del 12 marzo 2009

DOMANI 13 MARZO 2009 A VICENZA SI TERRA’ LA CONFERENZA DAL TITOLO “CANI E GATTI NEL MIRINO DEI CACCIATORI”

DURANTE LA SERATA SARÀ POSSIBILE SOTTOSCRIVERE LA PETIZIONE POPOLARE CONTRO LA CACCIA AGLI ANIMALI DOMESTICI INSELVATICHITI VOLUTA DALLA REGIONE DEL VENETO CON UNA LEGGE APPROVATA LO SCORSO LUGLIO.

“CANI E GATTI NEL MIRINO DEI CACCIATORI – Caccia in Veneto, cosa cambia con le nuove leggi?” È il titolo della conferenza pubblica che si terrà A VICENZA, NELLA SEDE DELLA CIRCOSCRIZIONE 5, IN VIA LAGO DI FOGLIANO N. 7 , VENERDÌ 13 MARZO 2009 ALLE ORE 21.00.

Gli interventi riguarderanno:

1) “I disegni di legge che vogliono modificare la legge nazionale sulla caccia: ancora più concessioni alle doppiette a danno degli animali, dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini” relatore Massimo Vitturi – Responsabile naz. LAV Settore Caccia e Fauna selvatica;

2) “Le nuove leggi regionali del Veneto contro i nostri amici a quattro zampe e contro gli uccellini insettivori – incidenti di caccia e danni agli animali, cose e persone” relatore Andrea Zanoni – Presidente LAC Veneto;

3) “Le Zone di Protezione Speciale (ZPS) e i Siti di Importanza Comunitaria (SIC) nel Vicentino: esistono? e come sono tutelati?” relatore Doriano Fabrinetti – WWF Vicenza;

4) “La caccia e il bracconaggio nel Vicentino” relatore Renzo Rizzi – Responsabile Fauna selvatica ENPA Vicenza.

Durante la serata sarà possibile sottoscrivere la petizione popolare contro la caccia a cani e gatti

PER INFORMAZIONI: Renzo Rizzi 348 9952822

Australia: allarme ambiente per nave

SYDNEY, 11 MAR – Allarme ambientale al largo di Brisbane dove una nave ha perduto in mare 31 container con 620 tonnellate di nitrato di ammonio. La sostanza e’ usata per fertilizzanti ed esplosivi. La nave, tra l’altro, sta disperdendo tonnellate di carburante. La Pacific Adventurer, 180 metri, bandiera di Hong Kong, era in viaggio da Newcastle a nord di Sydney con 60 container quando, per mare agitato, meta’ del carico e’ caduto in mare danneggiando lo scafo e causando la fuoriuscita di carburante.

Costruire pensando a tutelare l’ambiente

Per risparmio energetico si intende il risparmio di fonti energetiche altrimenti utilizzabili. In concreto si intende il risparmio di petrolio, metano, combustibili solidi e materiali fossili.
Fenomeno socio- economico rilevante, il ricorso alle fonti “alternative” va ben oltre le mode.
In un Paese come l’Italia, soleggiato per gran parte dell’anno e tuttavia fortemente coinvolto dall’assedio dello smog, il ricorso ad energie naturali risulta sempre più raccomandato da chi effettua un acquisto o esegue una riqualificazione.
Le fonti energetiche rinnovabili non si possono risparmiare. Ad esempio. non si può risparmiare l’energia solare incidente al suolo o il vento che soffia, Catturarne l’energia è un processo che non incide sulla natura.

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Insorgono gli animalisti «Meglio sterilizzarle»

IL PARERE DELLE ASSOCIAZIONI. Legambiente e Wwf: «Il problema è stato enfatizzato e il fucile non è la soluzione»

Zanaboni della Lav: «Le gabbie-trappola sono lo strumento più idoneo alla cattura»

«Nel contenimento delle nutrie, andiamoci piano con il fucile». Le associazioni ambientaliste guardano con sospetto al disegno di legge presentato in Regione per contrastare la crescita del numero delle nutrie arrivate dal Sudamerica ai primi del’900 per essere trasformate in pellicce e successivamente liberate nell’ambiente, quando la resa economica degli allevatori si ridusse a zero. «Il problema nutrie, cioé le tane sugli argini dei fiumi e i danni all’agricoltura, certamente c’è, ma sulla questione ci sono anche tante esagerazioni», esordisce il presidente regionale di Legambiente.
Michele Bertucco si chiede se la proposta di legge regionale di fatto apra la caccia al «castorino» tutto l’anno, «perché in tal caso sarebbero vanificati i controlli nei confronti di chi va a caccia di specie non cacciabili». Giudicando come «la meno gestibile» la soluzione doppiette, «eventualmente da affidare in esclusiva alla guardie venatorie», Legambiente propone di sterilizzare le prolifiche nutrie.
In seconda ipotesi Bertucco è per la cattura con gabbie, seguita da uccisone indolore, previo censimento sul territorio della specie, «per capire i contorni del fenomeno, a quanto mi è dato sapere mai censito».
Anche per Ernesto Cavallini, responsabile dell’Oasi del Busatello, 50 ettari di palude pensile che rappresenta l’ultimo lembo delle Valli Grandi veronesi e ostigliesi, gestita dal Wwf Italia attraverso una convenzione con il Comune di Gazzo, la vicenda nutrie sarebbe enfatizzata. «La loro presenza non è così preoccupante: rappresenta più un fastidio ai danni dell’agricoltura che della stabilità idraulica dei corsi d’acqua».

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Per le scuole

Proposta: “Natura in primo piano”

L’osservazione degli uccelli costituisce un interessante spunto per il programma di scienze naturali, a diversi livelli, secondo il grado di sviluppo del bambino; l’ambiente che lo circonda  è una rilevante risorsa per l’insegnamento ed uno stimolo all’apprendimento. Per la maggior parte delle scuole, infatti, gli uccelli rappresentano la fauna selvatica più facilmente osservabile in ogni periodo dell’anno. Infine, gli uccelli sono un eccellente soggetto per un lavoro multidisciplinare interessando aspetti legati alla lingua italiana, alla matematica, alla geografia e all’educazione all’immagine.
La proposta educativa della LIPU di Verona muove da queste considerazioni per iniziare ad esplorare l’ambiente partendo dalle cose più semplici ed immediate che appartengono alle conoscenze dei bambini e stimolare un processo di apprendimento curioso ed attivo nei confronti della Natura, offrendo un pacchetto didattico al costo di euro 212,00 complessive, ma acquistabile anche separatamente, e composto da:

- Pacco didattico Lipu – euro 31,00
La scatola contenente una serie di documenti per lo sviluppo di attività didattiche durante l’anno scolastico che potranno essere gestite dagli insegnanti.
Con l’acquisto del Pacco didattico una classe diviene socio Lipu per un anno, riceve le  riviste trimestrali ALI NATURA E ALI JUNIOR e potrà accedere gratuitamente a tutte le Oasi LIPU.

- Mangiatoia LIPU con catenella + mangime base - euro 16 + euro 5,00
da sistemare su un ramo ben visibile da una vetrata della scuola.

- Cannocchiale fisso su treppiede - euro 110,00
da posizionare all’interno della scuola dove sarà possibile osservare la mangiatoia posizionata all’esterno.

- Lezione con Operatore LIPU - euro 50,00:
per individuare e sistemare il materiale sopra elencato, un nostro operatore verrà nella vostra scuola e terrà una lezione della durata di un’ora, in cui parlerà degli uccelli presenti nei parchi cittadini, come riconoscerli, che cibo riporre nella mangiatoia e in quali periodi, come osservare dal cannocchiale.

Se si è interessati alla proposta, chiamate 0458034311.

TESSERINI IL TAR BOCCIA LA LIPU

lunedì 04 giugno 2007 provincia pag. 16

Caccia. Il Tribunale amministrativo ha dato torto alla Lega italiana protezione uccelli sui controlli delle guardie volontarie

Tesserini, il Tar boccia la LIPU

L’assessore Coletto: «Punito dai giudici l’atteggiamento persecutorio»

Il Tribunale amministrativo regionale dà torto alla LIPU, la Lega italiana protezione uccelli che aveva tentato causa alla Provincia perché le era stato vietato l’accesso ai tesserini dei cacciatori dell’annata venatoria 2005-06. In pratica, a conclusione della stagione (31 marzo), ogni cacciatore è tenuto a consegnare in Provincia i tesserini sui quali ha annotato gli abbattimenti.
Servono a conoscere il prelievo venatorio, anche in deroga, e di trasmetterne i dati riassuntivi alle amministrazioni competenti per l’assunzione di eventuali interventi correttivi nella stagione venatoria successiva.
Le guardie volontarie della LIPU, e di altre associazioni faunistiche, controllano «sul campo» la corretta annotazione da parte dei cacciatori di quanto catturato e redigono verbale quando riscontrano discrepanze fra lo scritto e il carniere del cacciatore.
Ma quando la LIPU ha cercato di verificare se i dati contenuti sui tesserini depositati in Provincia, relativi a determinati cacciatori, corrispondessero alle schede compilate dagli stessi e ai riscontri effettuati sul campo, si è di fatto vista negare l’accesso alla documentazione. Di qui il ricorso al Tar, perso, con la condanna anche a pagare le spese processuali (3mila euro più Iva).
Per la seconda sezione del Tribunale amministrativo del Veneto, la normativa nazionale ed europea collega il concetto di informazione a quello di ambiente, «ma la richiesta avanzata dalle guardie venatorie volontarie della LIPU attiene ad informazione non riferentesi alla fauna bensì ai comportamenti dei cacciatori che hanno depositato i propri tesserini», scrivono i giudici del Tar, «e i compiti assegnati alle guardie volontarie di conoscere questi comportamenti si esaurisce nel controllo sul campo, tramite attività ispettive».
In pratica, per il Tar è legittimo che la LIPU controlli sul territorio la correttezza del comportamento dei cacciatori, ma non che faccia attività investigativa sui documenti.
Non è neppure sostenibile l’ipotesi che come cittadini possano accedere alle informazioni contenute sui tesserini depositati «perché queste notizie non riguardano affatto né l’ambiente, né la natura, né la fauna, bensì comportamenti da verificare “sul campo” e non per una indagine che, attenendo alla veridicità di quanto a suo tempo dichiarato, riguarda, se mai ed eventualmente, altri poteri dello Stato», è il parere del Tar, che respinge come infondato il ricorso.
Visibilmente soddisfatto della sentenza l’assessore provinciale alla caccia Luca Coletto: «Credo che il Tar abbia sanzionato un atteggiamento palesemente persecutorio della LIPU nei confronti dei cacciatori, che intendeva sanzionarli anche dopo aver riconsegnato i tesserini e quando non erano già più responsabili di quanto poteva trovarsi scritto. Credo sia evidente che un corpo di vigilanza debba muoversi sul territorio per far prevenzione e non per iniziative di tipo politico», attacca l’assessore, convinto che la legge sia dalla sua parte e per questo intenzionato a resistere fino in giudizio alle richieste della LIPU di accesso alla documentazione.
«Sono stato accusato di non difendere abbastanza i cacciatori», aggiunge Coletto, «e credo che questa sia la miglior risposta, assieme agli stanziamenti decisi fra lo scorso anno (109 mila euro) e quest’anno (250 mila euro) per miglioramenti ambientali. Sono soldi ricavati dalle tassazioni sulla caccia e utilizzati per piantare siepi, boschi e seminare medicai per lo sviluppo della fauna. I risultati sono tangibili, perché nei tre anni del mio mandato», conclude l’assessore, «le lepri sono passate da 1600 a 2800 nelle zone di ripopolamento e cattura».

CACCIA & AMBIENTE

Fonte l’Arena lunedì 14 maggio 2007

Caccia & ambiente. L’attività di controllo e anti-bracconaggio della Lega per la protezione uccelli: il problema è la cattura di specie protette

Lipu: sì alla licenza a punti

Di Grazia: «È la soluzione giusta per ridurre i reati venatori»
Oltre 669 controlli eseguiti nel corso dello scorso anno, 1.234 trasgressori verbalizzati e 38 notizie di reato trascritte. Sono stati inoltre sequestrati 7 fucili, 19 mezzi da pesca, 56 uccelli protetti morti e 77 chilogrammi di pesce morto e altri 19 di pesce vivo, nonché diverse centinaia di uccelli protetti vivi posti sotto sequestro.
Questa la sintesi dell’ultimo anno di attività della sezione veronese della Lega italiana protezione uccelli (Lipu), di cui è responsabile Francesco Di Grazia, anche coordinatore del servizio di vigilanza.
I reati più diffusi sono l’abbattimento di specie protette, l’uso di attrezzature vietate e di falsi richiami: «Sul campo abbiamo notato che è calato notevolmente il controllo sull’attività venatoria», denuncia Di Grazia, «in particolare sul lago di Garda, dove la vigilanza, esclusa quella volontaria della Lipu, è praticamente inesistente».
Quanto ai rimedi, Di Grazia una proposta l’avrebbe: «Oltre ad aumentare la vigilanza, servirebbe anche per i cacciatori la licenza a punti, come per la patente di guida: ogni trasgressione porta a multe e a decurtazione dei punti, con l’obbligo di corsi formativi per recuperare coscienza e responsabilità», sottolinea.
Solo nel corso della stagione venatoria, conclusasi lo scorso 31 gennaio, i quattordici agenti delle guardie volontarie del servizio di vigilanza venatoria della Lipu hanno svolto ben 134 uscite sul territorio della nostra provincia, collaborando con la Polizia provinciale e quella comunale, con il Corpo Forestale dello Stato e con le guardie volontarie dell’Enpa e delle associazioni venatorie operanti nella provincia (Enal, Fidc e Anuu), redigendo congiuntamente varie notizie di reato nonché verbali di accertamento di violazioni amministrative in materia di caccia e pesca.
«Abbiamo sottoscritto complessivamente 129 verbali», rivela Di Grazia, «a carico di 123 diverse persone. Ben 33 i reati accertati in materia di caccia che hanno comportato la relativa denuncia all’autorità giudiziaria per i responsabili, oltre a 5 reati relativi ad altre fattispecie penali (maltrattamento animali e scarichi abusivi), oltre a 52 controlli per materie diverse».
Nel periodo precedente all’apertura della caccia l’attività si è estesa al controllo di segnalazioni di trappole e reti e contrasto del bracconaggio, nonché di controllo dell’attività di pesca e di allevamento e commercio di avifauna in base alla vigente legislazione, che hanno portato alla redazione di circa 47 fra verbali di accertamento per violazioni amministrative alle norme sulla pesca e sulla caccia e notizie di reato.

«Sono stati controllati 209 pescatori e 40 altre persone in relazione alla materia venatoria, per un totale di 61 uscite, con 5.194 chilometri percorsi in oltre 250 ore di servizio», precisa Di Grazia.
«Durante la stagione venatoria le nostre pattuglie hanno effettuato altre 73 uscite sul territorio della Provincia, per verificare il rispetto della normativa in materia di caccia, per oltre 300 ore di vigilanza e percorrendo 5.481 chilometri, controllando così 359 cacciatori, nonché 48 pescatori e redigendo 54 verbali di accertamento di infrazioni amministrative alle norme sulla caccia e sulla pesca e ben 28 notizie di reato, principalmente per abbattimento e detenzione di fauna selvatica protetta e uso di mezzi non consentiti, oltre ad abbandono di armi e munizioni ed eseguendo numerosi sequestri».
È partita dall’attività della Lipu anche la segnalazione che ha portato il Corpo forestale dello Stato incaricato dall’autorità giudiziaria delle operazioni successive, ad eseguire 4 perquisizioni con il sequestro di circa 900 uccelli vivi detenuti illegalmente, oltre a reti, trappole, fauna protetta morta. L’operazione avviata dalla Lipu ha permesso di smascherare alcuni individui che esercitavano l’attività di allevamento di richiami vivi per uso caccia solo come copertura di traffici di uccelli selvatici illegalmente catturati ed inanellati con anelli falsi, allo scopo di dimostrarne una presunta regolare provenienza da allevamento.
«È una gran mole di lavoro quella svolta dagli agenti volontari del Servizio di vigilanza, nonostante lo scarso numero di effettivi e di mezzi disponibili, per garantire il rispetto delle leggi in materia di caccia e pesca», denuncia Di Grazia, «soprattutto se si considerano i numeri della Provincia, dove gli agenti di polizia sono 35, operanti 24 ore al giorno, ma nel corso del 2006 ci sono state solo 32 notizie di reato contro bracconieri e cacciatori di frodo.
«Però, invece di plaudire ad azioni di volontari che non hanno alcun rimborso se non la soddisfazione di far rispettare la legge e di difendere la natura, ci troviamo spesso ostacoli di tipo burocratico che rendono più difficoltoso il nostro agire», precisa il coordinatore.