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Insorgono gli animalisti «Meglio sterilizzarle»

IL PARERE DELLE ASSOCIAZIONI. Legambiente e Wwf: «Il problema è stato enfatizzato e il fucile non è la soluzione»

Zanaboni della Lav: «Le gabbie-trappola sono lo strumento più idoneo alla cattura»

«Nel contenimento delle nutrie, andiamoci piano con il fucile». Le associazioni ambientaliste guardano con sospetto al disegno di legge presentato in Regione per contrastare la crescita del numero delle nutrie arrivate dal Sudamerica ai primi del’900 per essere trasformate in pellicce e successivamente liberate nell’ambiente, quando la resa economica degli allevatori si ridusse a zero. «Il problema nutrie, cioé le tane sugli argini dei fiumi e i danni all’agricoltura, certamente c’è, ma sulla questione ci sono anche tante esagerazioni», esordisce il presidente regionale di Legambiente.
Michele Bertucco si chiede se la proposta di legge regionale di fatto apra la caccia al «castorino» tutto l’anno, «perché in tal caso sarebbero vanificati i controlli nei confronti di chi va a caccia di specie non cacciabili». Giudicando come «la meno gestibile» la soluzione doppiette, «eventualmente da affidare in esclusiva alla guardie venatorie», Legambiente propone di sterilizzare le prolifiche nutrie.
In seconda ipotesi Bertucco è per la cattura con gabbie, seguita da uccisone indolore, previo censimento sul territorio della specie, «per capire i contorni del fenomeno, a quanto mi è dato sapere mai censito».
Anche per Ernesto Cavallini, responsabile dell’Oasi del Busatello, 50 ettari di palude pensile che rappresenta l’ultimo lembo delle Valli Grandi veronesi e ostigliesi, gestita dal Wwf Italia attraverso una convenzione con il Comune di Gazzo, la vicenda nutrie sarebbe enfatizzata. «La loro presenza non è così preoccupante: rappresenta più un fastidio ai danni dell’agricoltura che della stabilità idraulica dei corsi d’acqua».

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