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Sarroch: denunciati due bracconieri

Sarroch: denunciati due bracconieri

Intercettati dai ranger dopo le denunce di cacciatori per i numeroissimi cani uccisi dai lacci sistemati dai cacciatori di frodo (04/06/09)

L ‘ultimo cane c’è finito dentro appena pochi giorni fa, prigioniero di un laccio piazzato dai bracconieri per tentare di catturare cinghiali e cervi che su questi monti abbondano. Il suo corpo l’hanno trovato è stato trovato ancora appeso al nodo scorsoio d’acciaio. Il caldo ne aveva accelerato la decomposizione ma quelle ferite terribili sul collo lasciate dal cavetto erano ancora maledettamente visibili.

Moltissimi sono i cani rimasti vittime di lacci sistemati a centinaia e contro i quali gli agenti della Forestale di Pula sono intervenuti dopo le denunce da parte di cacciatori. I ranger, prima dell’operazione di bonifica del territorio, hanno però predisposto una serie di appostamenti per poter intercettare i responsabili, i cacciatori di frodo che in quei giorni e nelle settimane precedenti avevano piazzato i micidiali cavetti d’acciaio.

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Aiutaci a scoprire di più sui cambiamenti climatici e sulle migrazioni

SpringAlive.net

Oggi una rondine fa più che PRIMAVERA: contribuisci alla ricerca sui cambiamenti climatici con un’azione facile e divertente! Segnalaci su questo sito la prima rondine, rondone, cicogna bianca o cuculo che avvisti !

Spring Alive è un progetto che si basa sul birdwatching. Grazie ai bambini , alle scuole e alle famiglie di tutta Europa

tracciamo l’arrivo della primavera nel nostro continente ogni anno e confrontiamo negli anni le date degli arrivi delle specie migratrici. Partecipare è molto facile e davvero divertente, quello che devi fare è registrare qui il tuo primo avvistamento di alcune specie ogni anno.

In particolare, ci interessa il tuo primo avvistamento di rondine, rondone, cuculo e cicogna.
Ci servono questi avvistamenti perchè analizziamo i dati per tracciare l’arrivo della primavera ogni anno e scoprire le relazioni tra cambiamenti climatici e migrazioni degli uccelli. I cambiamenti climatici influenzano la migrazione degli uccelli? Se sì, come? Negli anni vogliamo, con il tuo aiuto e quello di tutti i cittadini europei, dare delle risposte a queste domande.

Dai un’occhiata alla pagina dei risultati per vedere cosa abbiamo scoperto fino ad ora.

Video shock uccisione dei maiali in Egitto con la calce viva

Gianni Togni – Vola almeno tu (Bersaglio Mobile – 1988)

Cipro: nuova frontiera dell’antibracconaggio?

Pare proprio che non ci sia isola del Mediterraneo che si salva dalla piaga del bracconaggio. Ecco un report “a caldo” da Cipro, redatto dall’associazione tedesca per la tutela degli uccelli – CABS, al rientro da alcuni giorni di attività a Cipro. Assieme alle isole italiane e a Malta ecco un’altra terra senza legge dove i bracconieri la fanno troppo spesso da padroni nell’indifferenza o nell’incapacità delle autorità (10/05/09)

Cipro: nuova frontiera dell’antibracconaggio?L’operazione a Cipro è iniziata con l’arrivo a Larnaka all´alba del 25 aprile, partenza il 3 maggio. 7 giorni e mezzo di lavoro e 2 notti e mezzo
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Caccia, è rivolta salta la norma no-limits

Un cacciatore con il cane

ROMA – La prima raffica fuori stagione se l’è beccata proprio lui: l’emendamento fatto passare in Senato per deregolamentare la caccia. Fuoco amico, visto che a sparare contro il testo voluto dai senatori del Pdl Valerio Carrara e Sergio Vetrella sono stati anche i colleghi di partito. Una bordata tale che probabilmente la norma uscirà oggi impallinata dalla Commissione Agricoltura di Montecitorio.

Quanto accaduto ieri sembra infatti rassicurare il vasto fronte di opposizione al provvedimento. Il presidente Paolo Russo ha prima preso atto di una allarmata lettera del sottosegretario al Turismo Maria Vittoria Brambilla e poi ha ascoltato il relatore della maggioranza Isidoro Gottardo, del Pdl, difendere il “controemendamento” di Fiorella Ceccacci e altri parlamentari del Partito della libertà. Un testo presentato per evitare che venga affidato alle Regioni il potere di anticipare e posticipare apertura e chiusura del calendario venatorio e imporre deroghe alla lista delle specie protette.

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Bufo Bufo on the road. Attivamente dalla parte della Piccola Fauna

La lega per l’abolizione della caccia è attiva per salvare i bufo bufo durante la loro migrazione.

Sono in atto in diverse zone le migrazioni dei rospi verso i luoghi di riproduzione.
Purtroppo durante il loro tragitto devo attraversare le strade in cui moltissimi perdono la vita sotto le ruote delle automobili.
La LAC da più di dieci anni organizza in collaborazione con il Centro Studi Arcadia, la Campagna Rospi, in cui i volontari si recano sui posti della migrazione per monitorare e salvate le popolazioni di bufobufo.
Se vuoi partecipare anche tu a questa attività scrivi a bufobufo@abolizionecaccia.it, o chiama 0247711806 – 3394917364

La Slovenia pronta a uccidere 75 orsi La Regione: un piano per ospitarli qui

TRIESTE. In Slovenia sono stati condannati, ma il Friuli Venezia Giulia sta valutando come intervenire per scongiurare l’abbattimento di 75 orsi bruni, indesiderati dalle autorità slovene perché troppo numerosi e per i danni che arrecano all’agricoltura. L’Alto Friuli e il Tavisiano, aree naturalmente frequentate dagli orsi sloveni, potrebbero infatti rappresentare l’alternativa alla decimazione. «Con la supervisione del ministero degli Interni– ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Violino – stiamo elaborando un master plan per la gestione della foresta di Tarvisio. All’interno di un progetto globale, ci può essere una gestione faunistica che includa anche gli orsi». In armonia – ha sottolineato Violino – con le esigenze zootecniche e agricole del territorio. La decisione del ministero dell’Ambiente sloveno di concedere licenza di abbattimento di 75 orsi ha destato scalpore: sono troppi, troppo voraci e concentrati in un’area troppo piccola, per il governo di Lubiana.

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Raccolta fondi Guardie Volontarie

Specificare nella descrizione, “donazione per vigilanza LIPU”.

Questi i conti correnti.

Grazie non una parola di più

Banco Posta             IT02 J076 0111 7000 0001 1327 376
BANCA DI VERONA  IT37 V 08416 59360 000040108840

Alberi, «tagli sbagliati»

Alla notizia dell’imminente taglio di alcune piante storiche della città, le associazioni ambientaliste alzano gli scudi. Non poteva che destare polemica la notizia diffusa da Amia in merito all’espianto di qualche decina di alberi malati, tra cui il celebre pioppo di Castelvecchio e le robinie delle Regaste San Zeno.
«Non c’è più nulla da fare per queste piante. Non possiamo rischiare che cadano in testa ai cittadini», aveva dichiarato a L’Arena Paolo Paternoster, presidente dell’azienda municipalizzata. Ma Legambiente, Wwf, Italia Nostra e lipu non ci stanno e puntano il dito contro Palazzo Barbieri. «Se si sapeva che gli alberi erano pericolosi perché non si è provveduto per tempo e con gradualità ad eliminare via via le piante più malandate?», chiede Lorenzo Albi, presidente di Legambiente.
Sotto accusa da parte degli ambientalisti c’è la scarsa cura del verde cittadino da parte del Comune, tacciato di «occuparsi della flora cittadina tramite sporadici ed invasivi progetti, come è successo al giardini Lombroso e sta accadendo ora in piazza Pradaval».
Le piante che dovranno essere tagliate perché malate sono alcune decine: le robinie di piazzetta Santi Apostoli, di via Belviglieri e via Roveggia; le sofore di fronte ai giardini Lombroso e di ponte Garibaldi; le catalpe di via del Ponte a Parona; i platani di via Mameli; gli ippocastani dei giardini Pradaval e di viale dei Mille; gli aceri di via Ederle; il pioppo di piazza Avesa e l’olmo di piazza Buccari a Montorio.
«Tutte queste piante avrebbero potuto godere di migliore salute se fossero stati adottati corretti criteri di messa a dimora e coltivazione», incalza Albi, secondo il quale «gli esempi di cattiva gestione degli alberi non mancano. Errata scelta delle specie da mettere a dimora, errato impianto, alberi con l’asfalto che copre le radici o tornelli al piede insufficienti, alberi piantati a ridosso degli edifici o potature eseguite senza criteri scientifici».
Su questi punti Amia si era detta d’accordo, ma non può assumersi tutte le responsabilità, visto che quasi tutte le piante sono state messe a dimora più di 50 anni fa. Ad ogni modo Amia fa sapere che rimpiazzerà gli alberi tagliati con piante più piccole e rispettando determinati standard di spazio, così come in viale IV Novembre.
«Molto di più potrebbe essere fatto se ci fossero più fondi a disposizione», aggiunge Albi. A quanto pare Amia percepisce un tot dal Comune a metro quadrato, sia questo un semplice prato o un albero di 20 metri. «Anni fa Legambiente ha consegnato agli assessorati Strade e Giardini ed Ecologia un dossier segnalando alcune situazioni a rischio delle alberature. Non abbiamo avuto alcun riscontro a quella segnalazione», fa sapere amaro Albi. Che aggiunge:«Va individuato un attore unico che si prenda carico della manutenzione di tutto il verde, anche Amia stessa. Poi va applicato il Regolamento del Verde già approvato nel 2007. Infine il Comune deve dotarsi di un Piano del Verde con cui regolare tutti gli interventi di cura e manutenzione delle piante, come avviene in urbanistica con il Piano di Assetto del Territorio».

FONTE